Tra le particolarità - e le comprensibili preoccupazioni - della gravidanza rientra anche la gestione dei comuni malanni stagionali, che in questo periodo richiedono maggiore attenzione.
Durante la gestazione, infatti, non è possibile assumere gli stessi farmaci utilizzati abitualmente.
Questo perché molti medicinali, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza, possono avere un effetto teratogeno sul feto (cioè potenzialmente responsabile di malformazioni congenite o, nei casi peggiori, anche aborto spontaneo).
Per questo motivo è importante adottare un approccio prudente e informato. Vediamo quindi come gestire il raffreddore in gravidanza.
Cause e caratteristiche del raffreddore in gravidanza
Partiamo con il dire che il raffreddore in gravidanza è un problema molto comune. E lo è sostanzialmente per due motivi:
- le infezioni che causano il raffreddore sono molto contagiose
- le donne in gravidanza hanno un sistema immunitario più debole
Per questo motivo, soprattutto nella stagione autunnale e invernale, molte donne in gravidanza possono essere raffreddate.
Nella maggior parte dei casi, l’infezione è di origine virale e l’agente responsabile è spesso il rinovirus, che colpisce le vie respiratorie superiori.
Per le donne in gravidanza i sintomi del raffreddore possono essere gli stessi della rinite gravidica, una condizione simile ma che non ha origine infettiva.
In questo caso, la congestione nasale è legata ai cambiamenti ormonali tipici della gravidanza e tende a comparire soprattutto a partire dal secondo trimestre.
Sintomi da monitorare durante la gravidanza

I più comuni sintomi del raffreddore in gravidanza sono:
- congestione nasale
- naso che cola
- tosse
- mal di gola
- febbre
- debolezza generale
- starnuti
- appetito ridotto
Come tutte le infezioni, durante la gravidanza è importante non sottovalutare il raffreddore.
Non solo per la sua gestione, ma anche perché nelle forme più gravi può rappresentare un rischio per lo sviluppo del feto.
Se i sintomi peggiorano o durano per più di qualche giorno è fondamentale contattare il proprio medico.
In modo particolare è necessario rivolgersi al medico quando si ha:
- febbre alta (superiore a 38 °C)
- tosse persistente
- dolore al petto
- brividi e sensazione di freddo improvviso
- muco abbondante o colorato
- difficoltà respiratorie
- disidratazione
- disturbi del sonno
- dolori muscolari forti
In questi casi più che il raffreddore la preoccupazione è che i sintomi siano riconducibili a condizioni più serie come bronchite o laringite, che richiedono apposito trattamento.
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Durata tipica del raffreddore
Nonostante il fastidio e i timori sulle conseguenze, il raffreddore in gravidanza dura generalmente non più di una settimana, con i sintomi che si risolvono spontaneamente in un paio di giorni.
I primi sintomi compaiono poche ore dopo il contatto e tendono a peggiorare nei giorni successivi, ma in generale il decorso della malattia è breve.
Rimedi: soluzioni naturali e indicazioni generali
Quando compare il raffreddore in gravidanza è importante prestare particolare attenzione ai giorni in cui i sintomi risultano più intensi.
Come anticipato, durante la gestazione non dovrebbero mai essere assunti farmaci senza il consulto del medico, nemmeno quelli comunemente considerati “da banco”.
A questo proposito, anche per evitare facili allarmismi e per chiarezza, va precisato che sono solamente una trentina i farmaci per i quali è stato riconosciuto l’effetto teratogeno, in modo particolare quelli per la gestione di:
- malattie autoimmuni
- epilessia
- tumori
- acne
- psoriasi
- antidepressivi
Questi farmaci riescono a superare la barriera della placenta e soprattutto nelle prime undici settimane dopo il concepimento, può condizionare la formazione degli organi.
Sugli altri farmaci non ci sono prove della loro pericolosità, ma nonostante questo si tende a sconsigliarne l’uso.
Il motivo? Anche dopo il primo trimestre alcune sostanze possono compromettere lo sviluppo del feto e provocare ritardi della crescita.
Inoltre, il raffreddore è una condizione generalmente lieve, che raramente giustifica l’assunzione di farmaci specifici. Molto più indicati e sicuri, invece, i rimedi naturali e le buone abitudini quotidiane.
In questo caso sono efficaci:
- riposo
- adeguata idratazione (almeno un litro e mezzo di acqua al giorno)
- dieta a base di verdure fresche e frutta ricca di vitamina C
- lavaggi nasali o spray a base di soluzioni saline
- inalazioni e suffumigi con oli essenziali (menta piperita, tea tree oil, eucalipto, timo, pino e bergamotto)
- umidificazione degli ambienti, in particolare della stanza da letto
Possono risultare piacevoli e di sollievo anche le bevande calde, come tisane o infusi con miele, zenzero e limone.
Prevenzione del raffreddore in gravidanza
Per quanto il raffreddore sia una malattia molto contagiosa, è possibile (e doveroso) adottare alcuni accorgimenti per prevenirlo.
In modo particolare, è importante curare:
- igiene delle mani con acqua calda e sapone ogni volta che si rientra a casa
- non toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate
- evitare contatti diretti con persone raffreddate
- non frequentare luoghi affollati
- mantenere uno stile di vita sano
- arieggiare ogni giorno gli ambienti chiusi
- dormire a sufficienza
Affrontare il raffreddore in gravidanza richiede attenzione e consapevolezza, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo passeggero e gestibile con semplici rimedi naturali.
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